Il ruolo analgesico della suzione non nutritiva

Sono passati circa 40 anni dalla scoperta del dolore neonatale e dall’esigenza successiva di delineare degli indicatori in grado di cogliere i segnali e oggettivarli con un punteggio.

Sono diversi gli effetti a lungo termine sui neonati dati da episodi frequenti e prolungati di dolore e diverse sono le strategie non farmacologiche adottate che contribuiscono a modulare gli impulsi dolorifici, a livello delle corde spinali, con l’obiettivo di alleviare il dolore.

Un metodo comunemente utilizzato ed efficace è la Suzione Non Nutritiva che consiste nel fornire un succhietto al neonato due minuti prima dei test di routine di controllo.

La storia del dolore neonatale

Fino alla metà degli anni ‘80 il dolore del bambino e del neonato non era considerato all’interno della comunità scientifica1 a tal punto da esser sottodiagnosticato e, di conseguenza, sottotrattato2.

In quegli anni Anand KJS, Professore di Pediatria (Pediatric Critical Care) e di Anesthesiology, Perioperative e Pain Medicine presso lo Stanford University Medical Center, concentrò i suoi studi sulla presenza, già a partire della 24a settimane di età gestazionale, di caratteristiche anatomiche e fisiologiche coinvolte nella percezione del dolore.

Scoperta che portò a una migliore capacità diagnostica e terapeutica rispetto al passato e che orientò le diverse ricerche scientifiche sulla percezione del dolore dei neonati e sulla necessità e l’importanza del ricorso all’anestesia.

Il dolore neonatale e gli effetti a lungo termine

Nel 1979 l’International Association for the Study of Pain (IASP) definì il dolore come: “Una spiacevole esperienza sensoriale ed emotiva associata a un tessuto danneggiato o potenzialmente danneggiato” sottolineando come si trattasse di un’esperienza complessa e di natura soggettiva, data da molteplici fattori3.

Nei primi 3-4 giorni di vita i neonati possono essere sottoposti a una serie di test di controllo invasivi che possono provocare dolore in relazione allo stato di salute del neonato e al Paese di nascita3.

Episodi ripetitivi e prolungati di dolore possono comportare nel lungo termine3:

  • rischio di interruzione del sonno
  • comportamenti disadattivi
  • stato di allerta

Per questo motivo è necessario migliorare i metodi e le strategie di prevenzione, gestione e valutazione del dolore in modo da preservare il benessere del neonato.

La Suzione Non Nutritiva

La Suzione Non Nutritiva (SNN) può esser considerata un metodo analgesico non farmacologico, diffusamente studiato e adottato in particolare durante i test di controllo a cui è sottoposto il neonato nei primi giorni di vita.
Trial randomizzati hanno infatti valutato l’efficacia dell’effetto analgesico della Suzione Non Nutriva sulla diminuzione del dolore causato dai test di controllo invasivi. Una review sistematica del 2015 ha ritenuto la Suzione Non Nutritiva il metodo non farmacologico più efficace e con immediato effetto analgesico per l’attenuazione del dolore nei neonati3.

La Suzione Non Nutritiva e l’effetto analgesico nei neonati a termine3

Hai Vu-Ngoc et al. hanno indagato sulla sicurezza e sull’efficacia analgesica della SNN durante il test del tallone; eseguito nei neonati a termine (Neonatal Hell Prick) il test risulta utile per escludere alcune malattie rare congenite, valutandone il dolore attraverso la scala Neonatal Pain Agitation and Sedation Scale (N-PASS).

I 42 neonati inclusi nella ricerca sono stati suddivisi in:

  • 22 neonati che hanno ricevuto SNNgruppo di intervento
  • 20 neonati che non hanno ricevuto SNNgruppo di controllo

Al gruppo di intervento, durante il test del tallone, è stato dato un succhietto in silicone 120 secondi prima, durante e 120s dopo la puntura. Il dolore è stato poi valutato utilizzando la scala N-PASS subito dopo il test del tallone ai 30s, 60s, 90s e 120s.
La N-PASS è una scala utilizzata per la misurazione del dolore nei bambini, al sotto dell’anno di età, e si basa sulla valutazione di 5 criteri:

  • pianto/ Irritabilità
  • stato comportamentale
  • espressione facciale
  • tono muscolare delle estremità
  • segni vitali come il battito cardiaco, il tasso di respirazione, la pressione sanguigna e la saturazione dell’ossigeno

I diversi criteri sono stati valutati in 4 tempi differenti (30s, 60s, 90s, 120s) fornendogli un punteggio da 0 a 2 sulla base della misurazione del dolore. Alla fine, per ogni tempo valutato si ottiene un punteggio che varia da 0 a 10, dato dalla sommatoria dei punteggi assegnati a ogni singolo criterio.
È stato inoltre valutato il grado di relazione tra la scala N-PASS scelta per la ricerca e altri due strumenti di valutazione del dolore che permettono di cogliere i segnali e oggettivarli con l’assegnazione di un punteggio: NIPS e NFCS.

  • La Neonatal Infant Pain Scale NIPS si basa sulla valutazione di parametri comportamentali e non fisiologici, con 6 indicatori di riferimento;
  • La Neonatal Facial Coding System NFCS è uno strumento che valuta unicamente l’espressione del volto nel neonato a termine attraverso 9 indicatori: abbassamento delle sopracciglia, strizzamento degli occhi, approfondimento del solco naso-labiale, apertura delle labbra, allungamento verticale della bocca, allungamento orizzontale della bocca, tensione della lingua, elevata frequenza nella vibrazione del mento e della mascella inferiore, tensione dei muscoli attorno alle labbra che formano una doppia “o” e, solo per il pretermine, protrusione della lingua.

Quest’ultime due scale sono state valutate da due assistenti attraverso la visione di video dei neonati nelle tempistiche stabilite.

È stato utilizzato l’indice di correlazione R per ranghi di Spearman come misura statistica non parametrica di correlazione tra le variabili considerate.

Risultati

Confrontando i punteggi ottenuti dalla scala N-PASS tra il gruppo di intervento e il gruppo di controllo, si è osservato come:

  • il punteggio più alto della scala N-PASS si è registrato a 30 s dal test della puntura del tallone nel gruppo di intervento (4.73 ± 2.78), un punteggio significativamente più basso rispetto al punteggio registrato nel gruppo di controllo (7.90 ± 1.52).
  • il punteggio totale della scala N-PASS registrato a 120s dalla puntura del tallone nel gruppo di intervento è la metà (2.05 ± 94) rispetto al punteggio ottenuto nel gruppo di controllo (4.90 ± 3.99).
  • l’indice di correlazione R per ranghi di Spearman tra la scala N-pass e la scala NFCS, nei 4 momenti diversi registrati (30s,60s, 90s, 120s), è positivo, così come tra tra la N-pass e la scala NIPS.

Conclusioni

I risultati dimostrano come la Suzione Non Nutritiva sia un metodo semplice e sicuro per alleviare il dolore nei neonati a termine.
La Suzione Non Nutritiva sfrutta il succhietto per stimolare il riflesso di suzione neonatale, fornendo sollievo al dolore acuto. Una volta inserito il succhietto nella bocca del bambino, un meccanismo attiva il riflesso di suzione, che a sua volta attiva la sensibilità tattile, i recettori meccanici e la via analgesica endogena, attenuando in questo modo il dolore che può esser provocato dai test a cui il neonato è sottoposto nei primi mesi di vita.
La Suzione Non Nutritiva può dunque essere utilizzata per alleviare il dolore acuto dei neonati, considerato dannoso sia nel breve che nel lungo termine.

Bibliografia
1. Fitzgerald M, McIntosh N. Pain and analgesia in the newborn. ArchDisChild1989;64(4):441–43
2. Anand KJ. Clinical importance of pain and stress in preterm neonates. Biol Neonate1998;73(1):1–9.
3. Hai Vu-Ngoc et al., Analgesic effect of non-nutritive sucking interm neonates: A randomized controlled trial. 2019, Pediatric and Neonatology.