Gli effetti della respirazione orale sullo sviluppo del bambino

La respirazione è un’attività che in condizioni fisiologiche avviene attraverso il naso: quando il bambino utilizza la respirazione orale in supporto di quella nasale si parla di sindrome della respirazione orale. Un pattern respiratorio esclusivamente orale è pressoché inesistente. Il tema della respirazione mista è fondamentale per le conseguenze che esercita sullo sviluppo degli organi fonatori, delle arcate dentali e del palato e – più in generale sulla conformazione del volto. Bambini caratterizzati da un pattern respiratorio prevalentemente orale mostrano generalmente disordini nello sviluppo degli organi deputati al linguaggio e alle articolazioni, hanno strutture facciali caratteristiche (viso allungato), denti posizionati in modo anormale, adottano una postura scorretta e spesso vanno incontro a problemi cardiorespiratori, disturbi endocrini, del sonno e del comportamento.

Quali sono le cause della sindrome della respirazione orale? Possono essere sia genetiche sia ambientali, ossia dovute ad abitudini poco salutari o a ostruzioni delle vie aeree nasali (di durata e intensità variabile).

In particolare, se la respirazione orale è dovuta a ostruzione delle vie aeree nasali, una delle più frequenti cause è la presenza di adenoidi e tonsille palatine ipertrofiche. A sua volta, come abbiamo anticipato, la respirazione orale nei bambini durante la crescita porta – se prolungata nel tempo – ad alterazioni nello sviluppo muscoloscheletrico del volto e dei denti. Ovviamente non è questo il caso di bambini che respirano dalla bocca a causa di raffreddori o congestione nasale solo in alcuni momenti dell’anno e per brevi periodi.

Un’altra possibile causa dell’ostruzione della faringe che può portare a disordini respiratori, del sonno e del linguaggio è l’accrescimento eccessivo del tessuto linfoide: esso si sviluppa velocemente dopo la nascita, raggiunge un picco durante la prima infanzia e regredisce tra gli 8 e i 10 anni. Il motivo per cui la respirazione orale che ne deriva può avere effetti negativi sullo sviluppo è da imputare al disequilibrio di forze esercitate dalle labbra e dalla lingua

Come si riconosce un “respiratore orale”1?

  • Bocca aperta per la maggior parte del tempo senza rendersene conto
  • Conformazione del viso allungata (faccia lunga)
  • Zigomi poco pronunciati o assenti e doppio mento
  • Denti incrociati o con spazi
  • Profilo convesso
  • Tendenza alle occhiaie
  • Disturbi alla colonna vertebrale
  • Frequente predisposizione a malattie stagionali invernali come otiti, tonsilliti, adenoiditi, asma, allergie, raffreddori
  • Possibile deficit d’attenzione e difficoltà di memorizzazione
  • Iperattività o stanchezza
  • Tende a russare e a soffrire di enuresi notturna

Respirazione con la bocca e ostruzione delle vie aeree superiori possono essere considerate cause delle alterazioni strutturali dello sviluppo: questo legame di causa-effetto è ancora ampiamente dibattuto e trova spazio in numerosi studi scientifici.

Basheer et al. nel 20141 hanno indagato le anomalie dentarie e dei muscoli in cinquanta bambini compresi tra i 6 e i 12 anni con respirazione nasale/orale con e senza ipertrofia adenoidea, suddivisi in tre gruppi:

  • Gruppo I: 20 bambini con respirazione orale, adenoidi ingrossate e ostruzione nasale al 60%
  • Gruppo II: 20 bambini con respirazione orale senza ostruzione nasale
  • Gruppo III: gruppo di controllo composto da 10 bambini sani con respirazione nasale

Dall’analisi si è visto un significativo aumento del gap interlabiale, ossia la distanza tra margine inferiore del labbro superiore e il margine superiore del labbro inferiore a labbra rilassate, in entrambi i gruppi I e II, rispetto al gruppo III di controllo. La stessa osservazione è stata riportata nell’analisi della convessità facciale e dell’angolo tra l’asse dell’incisivo inferiore e il piano mandibolare (IMPA). In particolare, la proclinazione degli incisivi e la convessità facciale sono significativamente più alte nei pazienti con ipertrofia delle adenoidi (gruppo I).

VALUTAZIONE DELLA FUNZIONE RESPIRATORIA1

L’adeguatezza della respirazione nasale è stata valutata chiedendo ai bambini di respirare attraverso il naso per 1 minuto (dopo aver chiesto loro di trattenere acqua) e misurando la condensa sullo specchio che è stato posto sotto naso e bocca contemporaneamente

È stata quindi valutata la presenza di adenoidi ingrossate tramite radiografia, che consente di avere misurazioni oggettive e precise, confermata da laringoscopia a fibre ottiche. La sola difficoltà risiede nelle regole da rispettare per il paziente: deve essere posizionato correttamente, non deve piangere, non deve deglutire per evitare che il sollevamento del palato molle dia l’idea di ostruzione.

Dall’analisi dei risultati si è visto che i volti dei respiratori orali hanno uno sviluppo anomalo: le vie aeree sono ostruite e l’aria cerca un “percorso alternativo”. La respirazione orale, la posizione bassa della lingua e l’allungamento del volto sono visibili a tre anni di età e rilevati comunemente dopo i cinque. Durante la pubertà si completa lo sviluppo e sono visibili gli effetti finali della respirazione che avviene prevalentemente attraverso la bocca.

RISULTATI1

Confrontando le misurazioni cefalometriche eseguite sui bambini con quelle standard della popolazione caucasica, si è visto che:

  • L’IMPA (angolo tra l’asse dell’incisivo inferiore e il piano mandibolare) è significativamente più alto nei respiratori orali sia con ipertrofia adenoidea sia senza, rispetto ai respiratori nasali
  • Lo studio ha dimostrato che i pazienti con ipertrofia adenoidea si presentano con proclinazione degli incisivi
  • Convessità facciale significativamente più alta nei pazienti con respirazione orale e ipertrofia delle adenoidi
  • Spazio interlabiale maggiore rispetto al controllo e associato a un viso allungato

 

Conclusioni

Non esiste un accordo unanime sul ruolo primario o secondario della respirazione orale: alcuni autori lo evidenziano come la causa principale della malocclusione, per altri è un fattore di squilibrio neuromuscolare che solo secondariamente provoca malocclusione.

Per prevenire o ridurre i disturbi derivanti da una respirazione prevalentemente orale, la soluzione è quella di monitorare eventuali segnali che possano far supporre questo disturbo: occhiaie, stanchezza, bocca sempre aperta. Coinvolgere diversi specialisti per diagnosi e trattamenti appropriati è una soluzione ottimale per non ostacolare il normale sviluppo dentale e mascellare.

Si auspica quindi un lavoro congiunto da parte di medici di base, pediatri ortodontisti, otorinolaringoiatri e logopedisti in modo da agire tempestivamente prima che lo sviluppo proceda con conseguenze irreversibili sulla struttura muscolo scheletrica del bambino.

BOX – LA FUNZIONALITÀ DELLA LINGUA2

La lingua ha un ruolo importante nello sviluppo dell’apparato orale: preme verso il palato durante la respirazione nasale, tipica nei neonati. Questo tipo di respirazione è eseguita con labbra chiuse. Tutto ciò contribuisce a rendere armonioso lo sviluppo delle strutture presenti nella bocca (denti, ossa e muscoli) e a sviluppare fisiologicamente le sue funzioni.

Nei bambini con respirazione orale la lingua si posiziona in basso per favorire il passaggio di aria nel cavo orale. In questo modo, senza la spinta fisiologica della lingua, il palato e la muscolatura orale non possono svilupparsi in maniera adeguata. Inoltre, in queste condizioni, la mandibola rischia di arretrare e la lingua può scivolare all’indietro, favorendo possibili ostruzioni oro-faringee.

Una respirazione scorretta può quindi influire sullo sviluppo delle strutture cranio-facciali (denti, muscoli, ossa) e sulla performance respiratoria.

BOX – STUDI SUL SUCCHIETTO

Nel 2002 Cozzi3 ha dimostrato, in uno studio condotto su 30 neonati, che il succhietto, in caso di respirazione orale, è in grado di aumentare il flusso respiratorio.

Nel 2007 Tonkin4 ha dimostrato che il succhietto in un campione di 60 nati pretermine produce un piccolo ma significativo avanzamento della mandibola, stabile anche quando viene eliminato il succhietto. Nel razionale insieme all’avanzamento della mandibola avanza anche la lingua producendo un teorico miglioramento della respirazione. Lo stesso Tonkin ha pubblicato un caso caratterizzato da grave retrognazia nel quale l’utilizzo del succhietto ha prodotto un incremento di 7 millimetri nello spazio oro faringeo.

Studi5,6 conformazionali su PhysioForma  

Studio meccanico dopo la suzione.

Nello studio sono stati analizzati tre diversi tipi di succhietto: PhysioForma, a ciliegia e a forma di goccia. La simulazione ha permesso di analizzare le forze esercitate sul palato dal succhietto. In particolare, è stata calcolata la differenza di pressione sul palato dopo una forte suzione. I risultati hanno evidenziato come le caratteristiche strutturali di PhysioForma permettono una distribuzione delle sollecitazioni più uniforme e ampia, con un carico minore sulla cresta palatale anteriore laddove gli altri due succhietti hanno provocato uno stress maggiore.

Analisi anatomico dimensionale su due differenti forme di succhietto: a goccia e PhysioForma.

Lo studio ha come obiettivo l’analisi anatomico-dimensionale di due differenti forme di succhietto (PhysioForma e forma a goccia) al fine di valutare quale sia la forma che consente un miglior posizionamento della lingua. Il succhietto PhysioForma, in condizione di riposo e in assenza di pressione, aderisce perfettamente al palato e permette alla lingua di posizionarsi in alto.

Bibliografia
1. Bahija Basheer,J et atl., Int Oral Health. 2014 Nov-Dec; 6(6): 50–55.
2. P.S. Bergeson, J.C. Shaw. Clinical Pediatrics 2001;40:567-569
3. F. Cozzi, F. Morini, C. Tozzi, E. Bonci and D. A. Cozzi. Pediatric Pulmonology 2002;33: 368–373
4. S.L. Tonkin, D. Lui, C. G McIntosh et al. Acta Paediatrica 2007;96: 1433–1436
5. L. Levrini et al., European Journal of Paediatric Dentistry, 4/2007.
6. L. Paracchini, Dott. Ing. presso INGEO, Studio in fase di pubblicazione